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LA STORIA/COMUNICARE GESÙ 2006



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REPORTAGE DELL'EVENTO

Unità e qualità per comunicare Gesù
di Maurizio Mirandola

Quello che si è svolto dall'1 al 4 giugno scorsi a Nocera Umbra non è stato solamente un convegno cristiano. È stato qualcosa di più: un segnale che nell'ambiente evangelico si stanno muovendo certi meccanismi che sembravano ormai arrugginiti dal tempo e dagli atteggiamenti degli uomini, e che c'è una nuova generazione di cristiani evangelici che non si rassegna al ruolo di risicata minoranza, ma vuole far sentire il messaggio di Cristo forte e chiaro. E proprio questo messaggio era il tema centrale del convegno di Creactio se è vero che il titolo era "Comunicare Gesù".
Ma cosa significa comunicare Gesù? Lo ha spiegato in modo molto chiaro e professionale Gianfranco Giuni durante le sessioni plenarie del convegno, dando dapprima una spiegazione dei principi fondamentali della comunicazione, per poi passare alla comunicazione nell'ambito cristiano e infine esaminando le principali forme di comunicazione all'interno della Bibbia e in particolare i diversi modi di comunicare che utilizzava Gesù. Si è così scoperto che il modo di comunicare dei cristiani deve tenere presente le regole più generali della comunicazione, regole che peraltro Dio, e in particolare Gesù, ha sempre applicato nel parlare agli uomini. E che anche comunicare Gesù in questo mondo moderno deve rispettare le regole di una comunicazione ben fatta.
La questione dell'eccellenza è da sempre uno dei punti deboli del mondo cristiano, che a volte pensa che basti l'impegno per "piacere a Dio". Certo il Signore è sempre contento dei nostri sforzi, ma il mondo di oggi, sempre più affollato di messaggi di ogni genere, per prestare attenzione al messaggio della salvezza richiede che questo sia ben visibile e comunicato con qualità.
E sono molti gli esempi di qualità e di eccellenza nel mondo della comunicazione che i partecipanti hanno avuto modo di vedere nel corso di questi tre giorni: da Mara e Matteo Mo, che comunicano il messaggio biblico da attori teatrali professionisti quali sono, utilizzando il linguaggio dei giovani e la comicità; a Sergio Mascheroni e Deborah E. Brown, autori e registi di un cortometraggio che parla chiaramente e senza giri di parole di Gesù e di quello che ha fatto per noi sulla croce. Il film dura circa 25 minuti, e la versione più corta è stata premiata al "168 Hour Film Project" di Hollywood, considerato il festival cinematografico cristiano più importante al mondo.
Ecco l'eccellenza dei cristiani: così come quella mostrata dalle case editrici presenti all'evento, da La Casa della Bibbia, a EUN, a La Buona Novella, così come quella trasmessa dai vari relatori ai numerosi seminari, da Salvatore Loria, di icn-news.com, che ha spiegato come creare un ufficio stampa per la propria chiesa, a Manuel Kromer, direttore della casa editrice Claudiana, che ha trasmesso alcuni suggerimenti a chi vuol fare l'editore nel campo cristiano; e ancora a Antonio Amico, che ha descritto le tecniche per raccontare una storia ai bambini; Giuseppe De Chirico e il suo laboratorio di comunicazione visiva, piuttosto che Dino Manfredda che ha insegnato alcuni rudimenti dell'acustica ambientale nelle chiese.
Molti altri ancora sono stati i seminari e le esperienze, e da tutti questi incontri e da quelli avvenuti in modo più informale a tavola o nelle pause, è emersa una certezza: di fronte alle sfide di oggi il mondo cristiano ha bisogno di scrollarsi di dosso vecchi pregiudizi e vecchie divisioni e deve senz'altro puntare a una maggiore unità e a una maggiore efficacia nel far sentire il proprio messaggio, che è poi quello di Cristo.
Sono due obiettivi che non possono essere disgiunti, e lo stesso successo della manifestazione - una manifestazione così particolare, sulla comunicazione cristiana - è la prova della concretezza di questo desiderio di andare oltre la "cultura delle minoranza" e di far passare con rinnovata forza il messaggio di Dio al nostro mondo.



Testimoni del Signore a "tutto tondo"
di Gianfranco Piccirillo

Il V Convegno chiese & media, svoltosi a Nocera Umbra (PG) dall'1 al 4 giugno scorso, organizzato da Creactio con il patrocinio dell'Alleanza Evangelica Italiana, aveva obiettivi imponenti ed è stato seguito da più di 170 partecipanti. Progettato attorno al tema "Comunicare Gesù", il convegno si è articolato in sessioni plenarie e seminari/laboratori (per un totale di 16 diversi ambiti di espressione e attività).
Le prime sono state affidate al dott. Gianfranco Giuni (sociologo), che ha affrontato il tema partendo proprio dalle radici stesse (cioè, la teoria e i principî di base) della comunicazione, per poi illustrarne le svariate ramificazioni e caratteristiche, pertinenti alla sua importanza e al suo sviluppo nel corso della storia, alle sue forme e ai suoi strumenti, ai suoi codici e alle sue problematiche (transculturalità, etnocentrismo, modernismo, cosmopolitismo…); il tutto, analizzato e finalizzato, ovviamente, anche a una sempre migliore e culturalmente valida e diversificata testimonianza evangelica. Si è trattato, in fin dei conti, di una "gettata" di fondamenta, che sicuramente saranno utili per i nostri prossimi convegni.
I secondi (cioè, i seminari/laboratorî) sono stati curati e svolti da esperti "addetti ai lavori", provenienti da un ampio raggio di esperienze professionali come pure di ambienti ecclesiali. Gli argomenti trattati andavano dall'uso efficace del computer (in particolare del software Power Point) per varie attività di chiesa, alla risoluzione di problemi di acustica nelle sale di culto; dall'uso e sviluppo di tecniche di comunicazione visiva, alle tecniche e all'arte del racconto e della narrazione (in particolare relazione all'evangelizzazione dei bambini); dall'allestimento di un ufficio-stampa e laboratorio di scrittura (vedi, comunicati-stampa o elaborazione di un giornalino) nella chiesa, a idee e osservazioni volte a fornire impulsi e stimoli per la crescita (anche numerica) delle chiese; dalla comunicazione efficace a una generazione profondamente educata (e condizionata!) dalla TV, a un corso (accelerato) di dizione per leggere i testi biblici con maggiore partecipazione e chiarezza espressiva; dai modi per presentare con successo il nostro messaggio attraverso la TV e la radio, ai consigli pratici per testimoniare e sapersi relazionare alla sempre più numerosa comunità islamica attorno a noi; dalla strutturazione efficace di uno studio biblico (o di una predicazione) attraverso la conoscenza dei vari tipi d'insegnamento e di apprendimento con cui si possono raggiungere i propri ascoltatori, alla conoscenza di base degli aspetti (giuridici e fiscali) collegati all'editoria; dallo "spazio poetico" (cioè, la comunicazione del messaggio evangelico anche attraverso l'uso di forme teatrali), ai vari metodi di valutazione per creare un palinsesto radio efficace e accattivante.
Insomma, ce n'era per tutti i gusti! Gli stimoli sono stati tanti e molto significativi. Questo, grazie anche a uno spazio EXPO nel quale varie opere, associazioni, organizzazioni e missioni cristiane, già attive nel mondo della "comunicazione", hanno avuto occasione di presentare i propri "prodotti" o le proprie attività, illustrando ai partecipanti al convegno in che modo essi stessi potessero essere maggiormente coinvolti o di supporto.
A questo proposito, sicuramente un buon coinvolgimento spirituale si è verificato anche durante i momenti del programma specificamente riservati alla preghiera, alla lode attraverso la musica (aspetto, questo, molto ben curato da Nico Battaglia) e al culto domenicale di adorazione.
L'Alleanza Evangelica Italiana ha dato il proprio patrocinio al convegno, evidenziando così (attraverso il saluto introduttivo ai lavori da parte del presidente dell'AEI, il past. Roberto Mazzeschi) quella che è la sua caratteristica basilare: essere un "punto di raccolta e di riferimento" visibile, credibile e unificante per tutti gli evangelici che hanno a cuore obiettivi, iniziative e progetti veramente comuni nell'espansione del Regno di Dio e nella comunicazione efficace del messaggio e dei valori del Vangelo in Italia.
Un "punto di raccolta e di riferimento" che non svaluterà mai la ricchezza delle diverse identità e funzioni all'interno del "Corpo" di Cristo, anzi la valorizzerà, non soltanto per il bene del Corpo, ma anche a beneficio della società in cui il Signore ha posto i Suoi per esserGli testimoni "a tutto tondo", tutti principi che Creactio condivide in pieno.
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